NEWS:

Convegno finale di progetto                    Elenco ammessi                    Work experience per giovani e adulti                    Work experience per imprese ed enti                    Workshop "Donne e potere"                    UN PREMIO PER LE SCUOLE                    Lezione presso la redazione giornalistica di telecolore                    convegno di apertura progetto Equal                    Parte a Salerno il corso Donne, media e istituzioni                    Workshop transnazionale in Francia                    Esperta in comunicazione giornalistica                    Iscrizioni on line                   

  
                         
 
 

 

     

 
 

DONNE: UN OMICIDIO OGNI 8 MINUTI NEL MONDO


Occupazione donne, Italia al penultimo posto


Le «impari opportunità» delle giornaliste italiane


Allarme Ue: per le donne stipendi più bassi degli uomini


Lavoro, corsa a ostacoli per le laureate meno occupate, meno pagate e più precarie


Le mie colleghe islamiche


Come leggere un giornale


Chi fa notizia?


Indagine on field


Le donne nei luoghi di potere


Napolitano: "Per donne ai vertici serve più democrazia nei partiti"


Le donne nell'economia


«Spazio alle donne, l'Italia può crescere in competitività»


Più preparate ma ricevono il 26% in meno


Se solo lavorassero centomila donne in più


Più garanzie? Meno carriera per le donne


La povertà è donna


Fiocco rosa su politica e potere Fiocco rosa su politica e potere


Cile, altro che "quote": ecco il governo rosa della Bachelet


 

 

 

 

 

 

Chi fa notizia?

Global Media Monitoring Project 2005

Rapporto nazionale: Italia

 

Il monitoraggio dei mezzi di comunicazione di massa costituisce un approccio utile e importante allo studio delle problematiche di genere essenzialmente per due ragioni. In primo luogo perché consente un’osservazione indiretta dei ruoli femminili e maschili e delle relazioni di genere, rappresentando la società in cui viviamo e registrandone mutamenti, evoluzioni e tendenze; in secondo luogo poiché i media, veicolando modelli identitari e comportamentali possono giocare in senso favorevole o sfavorevole allo sviluppo di una cultura di genere paritaria e rispettosa della dignità femminile. Nonostante le numerose battaglie intraprese dalle donne e dalla società civile, le pari opportunità tra i sessi sono ancora, infatti, una conquista incompiuta. Anche laddove formalmente l’uguaglianza è riconosciuta, a livello di norme, leggi e diritti che regolano la vita di un paese, persistono di fatto ampi spazi di discriminazione femminile. Diversi settori della vita pubblica come la politica, l’economia, il lavoro, la scienza, la cultura sono ancora appannaggio, seppure non in maniera esclusiva, degli uomini. Questa disparità, oltre a rappresentare un’ingiustizia civile, pone forti limiti allo sviluppo di un paese. Se, infatti, una società cresce per la partecipazione attiva di tutto il “capitale” umano di cui dispone, dei suoi “talenti”, l’esclusione della donna dalla vita pubblica significa la rinuncia a un pieno progresso democratico, economico, scientifico e culturale. L’ambiente sociale e culturale in cui donne e uomini fondano e plasmano la propria identità personale e collettiva ha un ruolo importante, nella misura in cui può giocare a favore oppure contro il superamento di queste disparità che incidono sul progresso di un paese, poiché esso è il luogo in cui nascono e crescono le coscienze, i valori, gli stili di vita. E la comunicazione di massa ha un ruolo di primo piano nelle dinamiche socio-culturali contemporanee.

Clicca qui per l'articolo completo