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Più garanzie? Meno carriera per le donne
Il servizio sul settimanale Newsweek. Melandri: «Da noi meno lavoratrici». Negli Usa sono meno tutelate ma occupano il 45% dei posti
Alessandra Muglia, Corriere della sera.
22 febraio 2006 |
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MILANO - Più tutele sul lavoro uguale a meno carriera. L'equazione pare quanto meno bizzarra ma tant'è: le americane, meno protette quando diventano mamme, arrivano più facilmente e più spesso ai posti di comando mentre in Europa dove le tutele per maternità e infanzia sono decisamente maggiori le donne riescono ad avere un lavoro ma non fanno carriera. L'Europa, al di là dei miti di uguaglianza, è un «posto disgraziato» per le donne che aspirano alle vette professionali, sentenzia il settimanale Newsweek che, nell'ultima edizione internazionale, dedica alla questione il servizio di copertina.
LE CIFRE - Il punto di partenza sono i numeri forniti dall’International labour organisation: a fronte di tutele minime o quasi nulle, negli Usa le donne in carriera occupano quasi il 45% dei posti decisionali, nel parlamento, nelle istituzioni e come manager di società nei più diversi settori. Percentuale che in Gran Bretagna scende al 33%, in Svezia, considerata un modello per le Pari opportunità, si ferma al 29%. La Germania è appena sotto il 27% mentre le italiane riescono a spuntare soltanto un «patetico» 18% dei posti decisionali. Eppure lo scarto tra la forza lavoro femminile in Europa (il 57% del totale) e negli Usa (il 65%) è irrisorio.
«TROPPE GARANZIE? UNA TRAPPOLA» - Il fatto è che il Vecchio Continente non è stato capace finora di incentivare e sfruttare appieno il potenziale delle donne che lavorano, sostiene Newsweek. A frenare le loro carriere sarebbero paradossalmente proprio le troppe garanzie per la mamma e per i figli, unite a politiche fiscali che tendono a scoraggiare un secondo reddito familiare. Certe tutele come i lunghi periodi di maternità retribuiti, o il part time di fatto ostacolano le donne a raggiungere ruoli chiave nelle aziende.
«LE TUTELE VANNO DIFESE» - Un'analisi che il ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo condivide solo in parte: «Le garanzie per la maternità e il part time vanno difese e tutelate, semmai va incentivata la flessibilità. E poi non si tiene conto del trend in atto in Italia: in dieci anni le imprenditrici sono passate dal 15 al 22%, le libere professioniste dal 19 al 26%, le dirigenti del settore servizi dal 15 al 25%, i magistrati donne di Cassazione e corte d’appello dal 10 al 25%. Fa eccezione solo la politica» commenta amara la ministra, fresca della parziale vittoria in parlamento sulle quote rose (leggi l'intervista). «In Italia ci sono poche donne al comando perché ci sono ancora poche donne che lavorano» sottolinea Giovanna Melandri, neomamma quando divenne ministro del governo Prodi e ora di nuovo in pista per le politiche (è candidata a Roma con la lista Uniti per l'Ulivo). «Finché la cura di bambini e anziani ricade completamente sulle spalle delle donne, sono loro le prime a tirarsi indietro non solo dal mercato del lavoro ma anche dall'ipotesi di avere una brillante carriera professionale» (leggi l'intervista - ascolta). |
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