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Le donne nell'economia

28 dicembre 2006

di Claudia Galimberti

 

Le donne e l’economia sono un binomio inscindibile. Non c’era neanche bisogno dello studio dei due antropologi americani Steven Kuhn e Mary Stiner, per capirlo. Da sempre la donna si è fatta carico della gestione della casa ha lavorato e oculatamente risparmiato; ha intessuto fili e cotto cibo; ha coltivato la terra e maneggiato la terracotta. In una parola la donna ha inventato l’economia. E ora? Ora la donna gestisce altre imprese, approfondisce gli studi, con la stessa sapienza di allora, con determinazione, senso della realtà, con una visione allargata sul mondo che non si esaurisce nelle poche terre a lei vicine. ?Dice Bruna Ingrao, studiosa del pensiero economico che la scelta di diventare una economista è stata legata alla curiosità viva per il modo di procurarsi da vivere, per risalire alle basi materiali della vita, che sento oggi connessa, inconsciamente, alla funzione tipicamente femminile del nutrimento.?Forse il segreto della propensione delle donne all’economia è proprio lì, nella loro funzione di nutrici, nutrici del corpo, della mente e dello spirito.?Seguiamo i percorsi che hanno portato quattro donne a fare dello studio dell’economia una scelta di vita.?Maria Cecilia Guerra, ordinaria di Scienze delle Finanze, apprezzata consulente del Ministero dell’Economia, nasconde una vera passione. «Ho scelto di studiare economia principalmente perché desideravo acquisire una preparazione culturale che potesse essere spesa a favore di un impegno sociale che aveva (ed ha) per me una forte valenza ideale». Ecco una chiave interpretativa: la Guerra ha indirizzato i suoi studi verso la Scienza delle finanze perché le interessa capire il ruolo che lo Stato svolge, e quello che dovrebbe svolgere, in molti campi dell’economia, e analizzare gli effetti delle politiche fiscali sulla distribuzione dei redditi. Già, la distribuzione dei redditi secondo valori di equità e di efficienza, è la croce di ogni politica economica, un obiettivo difficile, spesso disatteso dai ministri dell’economia fino a quando, forse, non siederà su quella poltrona una donna che sappia coniugare analisi teorica e analisi istituzionale con il supporto di una robusta attività di ricerca.?Aggiunge la Guerra: «Ho cercato di fornire un contributo critico alla valutazione delle politiche pubbliche, e suggerimenti per il loro disegno». Parole che non hanno bisogno di commento: una passione alla base degli studi, un’ansia ideale che non si spegne e porta Maria Cecilia Guerra a perfezionare studi e iniziative che vadano a vantaggio di tutta la collettività. Ma non è l’unica: abbiamo prima citato Bruna Ingrao, storica ed economista. la storia del pensiero economico nasconde nelle sue pieghe la storia dell’uomo, e della donna, che cercano di uscire dalle pastoie di una vita dura e si inventano mezzi e strumenti per migliorare la vita della comunità. Solo con il raggiungimento di regole che aiutano il bene collettivo comincia a fiorire la civiltà. Dall’uso della ruota in poi tutta la storia dell’uomo è permeata dall’economia intessuta con il diritto, tesa a costituire le basi delle regole di una vita civile e produttiva.?Ce lo insegna Bruna Ingrao con parole che non lasciano adito ad alcun dubbio sull’opportunità della sua scelta, sostenuta da un alto senso morale. «Sono diventata economista alla fine dei miei studi di storia e filosofia, ancora nel clima del sessantotto, quando sembrava indispensabile nel mondo in cui vivevo occuparsi di temi seri, che avessero a che fare con i rapporti fondamentali di produzione e non di frivolezze. Potrei dire che sono diventata economista per la pressione del clima di quegli anni, più che per autentica vocazione. Oggi sono un'economista che si occupa di storia e d'idee, in conformità con la mia formazione: sono storica del pensiero economico e amo leggere le idee in controluce, studiarle nella loro evoluzione e struttura, ma anche sentirle respirare attraverso i personaggi che le hanno elaborate, le biografie, ciò che sentivano nel loro tempo». Basta questo passaggio a connotare la sua figura di economista ed essere convinte che i granelli di senape sparsi da economisti di ogni epoca hanno trovato in Bruna Ingrao il lievito per espandersi e portare la loro voce fino a noi.. Continua la professoressa Ingrao: «L'economia mi ha aperto prospettive per la comprensione delle relazioni internazionali: è il secondo fuoco di profondo interesse, che mi lega ai miei studi. La comprensione teorica di quanto è in gioco nei rapporti economici tra paesi, mi apre orizzonti, che ho sentito nella mia vita come un respiro più ampio, un modo d'entrare in contatto con tante vite lontane dalla mia e pure così vicine».??Il respiro più ampio di Bruna Ingrao ci porta allo spazio della famiglia, spazio universale, comune a tutte le civiltà e a tutte le forme di economia.?Senza la famiglia non c’è ordine sociale recitano le varie costituzioni del mondo occidentale e orientale ed è proprio la famiglia il nucleo primo in cui gli effetti della politica economica si riversano.?Daniela Del Boca, presidente di CHILD, (Centro di Economia della Famiglia e della Popolazione) che secondo i ranking internazionali è al top delle istituzioni di ricerca italiana, è la massima esperta proprio in questo campo. Si può dire che la sua scelta di diventare economista è strettamente legata ai riflessi che le scelte economiche di un paese hanno sulla famiglia e in particolare sui figli.?Il comportamento umano in questo caso si intreccia strettamente con l’andamento economico: esiste una economia legata ad ogni tipologia dell’ambiente familiare, dalla famiglia mononucleare a quella con la donna capofamiglia; dall’economia del divorzio a quella legata a un alto numero di figli.?Daniela del Boca ne studia gli aspetti più rilevanti: le sue analisi sulla conciliazione del tempo lavorativo e del tempo familiare, e non solo, sono pubblicati in libri e in articoli di valenza internazionale. Da CHILD partono alcune delle proposte più interessanti sul rapporto economia, famiglia, popolazione.??Agar Brugiavini ha una sua storia, un po’ diversa. È una statistica prestata all’economia. Dopo un master in Econometria e un Ph.D in Economia alla London School of Economics, è diventata così appassionata e competente nella materia da essere oggi professore di Economia Politica alla Cà Foscari di Venezia.?Ritiene che l’analisi economica riesca a spiegare gran parte dei comportamenti degli individui, delle imprese e della realtà nel suo complesso. Nella sua ricerca si occupa soprattutto di risparmio delle famiglie, di pensioni e dello stato sociale. Queste materie ci riportano a Maria cecilia Guerra e a Daniela del Boca, a conferma che lo studio delle donne nell’economia si può intrecciare per campi di interesse, che portano sempre verso un benessere sociale diffuso.?Quando Agar Brugiavini cerca di interpretare la realtà attraverso il filtro dell’economia rende un servizio alla collettività: nella sua qualifica di membro del ristretto gruppo di SHARE (Survey of Health Ageing and Retirement on Europe) si occupa di occupazione e pensioni. Un’altra volta una donna a sorvegliare con la sua esperienza e sensibilità un campo delicato per i suoi riflessi sociali nell’Europa allargata. ?Non si tirano indietro le donne nell’affrontare temi spinosi: per la verità neanche gli uomini, ma sono i risultati quelli che contano. ?Le donne hanno obiettivi chiari per la salute dell’economia e quella dei cittadini: l’una non esclude l’altra e la capacità professionale delle donne economiste, le loro proposte, i loro studi e le analisi che li accompagnano sono lì a dimostrarlo.